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Riflessioni – Invito a fare squadra!

Bari 02 ottobre 2022

Carissimi Amici Soci Aderenti e Volontari, 

ho condiviso (e continuo a condividere) esperienze e lavori in associazioni e aziende da tantissimi anni, quasi 50 anni!

Ho fatto tesoro di tante accortezze, ma gestire le persone resta una delle attività più impegnative in assoluto all'interno di ciascuna realtà costituita da individui.
Nonostante le strategie, le modalità, le attenzioni e la pazienza che ho potuto avere verso le persone, sono comunque nati problemi e dissapori che ho dovuto gestire.
E' naturale e quasi "fisiologico" all'interno di qualunque gruppo.
Da un lato devi gestire persone con difficoltà personali, che non si sentono all’altezza del loro ruolo, non credono sufficientemente nel loro potenziale, nella loro mission o hanno paura di sbagliare.
Dall'altro ci sono persone che crescendo diventano fin troppo sicure di sé, e a volte, magari inconsciamente, si fanno valere con arroganza.
Di solito sono quei collaboratori che pensano di non aver più niente da imparare da te, e anzi sono convinti di saperne anche più di te.
Da un certo punto di vista quando ciò accade è una splendida miniera di diamanti veri, perché vuol dire che hai generato intorno a te persone che sono cresciute a tal punto da sostituirti nelle attività che prima potevi svolgere solo tu.
Ma di certo non possiamo lasciare che facciano come vogliono all'interno della associazione.
Diverse volte mi capita di confrontarmi con presidenti di altre associazioni che lamentano di avere associati sicuri di sé, del proprio ruolo e del proprio potenziale, che si rivolgono a loro e al resto del gruppo in maniera arrogante e poco umile.
E allora mi domando: nella nostra associazione esiste questo atteggiamento? E dove sta la mia responsabilità in tutto questo?
Perché sono consapevole che l'assunzione di responsabilità è fondamentale da entrambi le parti...
... ma chi gestisce un gruppo (sia esso il presidente, il consigliere, il coordinatore, il caposquadra, il responsabile del servizio di volontariato o chiunque altro all'interno dell'associazione) deve prendersi la fetta di responsabilità. Io lo faccio! Con abnegazione e presenza fisica, no perché non ho nulla da fare o sono pensionato: lo faccio da sempre perché sono un VOLONTARIO e la missione di VOLONTARIO la sento come vocazione, senza gettoni o interessi di altra natura: mi bastano le strette di mano e i GRAZIE detti da chi riceve!
Qualche volta risulto antipatico e difficile da essere compreso quando suggerisco (non ordino) di leggere…leggere…leggere lo statuto, i regolamenti, le circolari, gli avvisi, i comunicati……le leggi!

Di confrontarsi e condividere esperienze con gli “anziani” del gruppo, della squadra o di altre realtà!

Nonostante ciò, alcuni volontari con qualsiasi carica, che ritengono di essere arrivati (arrivati dove?) hanno la presunzione, anche con diverse assenze agli stimolanti incontri operativi, di ritenersi sapientoni e acculturati su tutto: insomma dei tuttologi!

E alcuni sono “superiori” secondo le norme statutarie: il peggior comportamento di un volontario è spesso la risposta al comportamento del suo “superiore coordinatore o capo squadra”!
Spesso suggerisco: coordinatore – caposquadra se vuoi guidare un gruppo ti devi ricordare che qualunque cosa succeda, nel bene e nel male, la tua squadra è il tuo specchio.
Ricordo a me stesso: la mia  squadra sarà in grado di tirare fuori il meglio e il peggio di me.
Mi aiuterà a portare alla luce i miei pregi e i miei difetti, mi ricorderà chi sono?
E mi aiuterà, se lo vorrò, a diventare una persona migliore…
..capace di lavorare in armonia.

E ancora, qualche volta, in base all’esperienza maturata, mi chiedo cosa può trasformare   un semplice gruppo di volontari in una vera SQUADRA?
Nel corso della mia carriera ho avuto modo di lavorare a stretto contatto con molte associazioni, aziende e Istituzioni, grandi e piccoli. Il più impegnativo nel 2006 con il COMANDO GENERALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI ROMA per la organizzazione e strutturazione del XVII RADUNO NAZIONALE CARABINIERI tenutosi a Bari e che mi valse una nota di Encomio.
Spesso dai presidenti mi veniva raccontato con orgoglio dei risultati raggiunti dal proprio team, tuttavia...bastava che mi confrontassi in privato con un paio di volontari per capire subito che in loro c'era ben poco di quello "spirito di squadra" tanto decantato dal capo.
Più che un team, non era altro che un gruppo di persone accomunate dallo stesso luogo associativo e dallo stesso superiore.
Un team solo sulla carta, in cui ciascuno operava "motivato" nient'altro che dal proprio interesse personale.
C'era chi aveva come unico scopo quello di portare a casa il proprio tornaconto, chi faceva il rambo o l’eroe, chi si limitava a comunicare la lista di cose fatte, o peggio ancora, chi cercava di mostrarsi sempre impegnato in qualche servizio per sembrare grande agli occhi degli altri.
Certo i risultati erano sotto gli occhi di tutti, ma vi lascio immaginare in quale clima e con quale atteggiamento venivano generati.
Ho sempre imparato che un team non si costruisce selezionando persone a casaccio e incrociando le dita che fili sempre tutto liscio.
Al contrario, ci sono due  "ingredienti magici" in grado di trasformare un gruppo di persone in un team affiatato e sono:
AVERE UN OBIETTIVO COMUNE. RISPETTARE LA MERITOCRAZIA!
Un team può contenere personalità e ruoli differenti. Ma quando si condividono obiettivi, responsabilità e valori meritocratici, allora sì che si riesce a trasformare i limiti in risorse e a generare risultati straordinari
.

E il 25 e 26 novembre 2022 abbiamo un obiettivo comune: unica squadra per fare cultura del volontariato della emergenza di protezione civile, ambientale, sanitaria e legalità al

12° CONVEGNO NAZIONALE GLI ANGELI DI NASSIRIYA!

Come la stupenda squadra del 3 aprile scorso nel corso della simulazione/esercitazione di protezione civile in favore dei 238 (dico…duecento trenta otto) alunni della Scuola Aristide Gabelli di Bari San Pio facendoli divertire! E ci siamo riusciti …..sotto gli sguardi di tutti: docenti, genitori, ufficiali dei Carabinieri e Polizia Locale in servizio, Presidente del Consiglio Comunale di Bari e pubblico indistinto!

Caro Amico Volontario Operativo Coordinatore e Capo Squadra, insieme a me avrai la possibilità, condividendo i successi e i molti …. errori commessi in buona fede ….., di scoprire e studiare contenuti fondamentali che ti permetteranno finalmente di imboccare la strada giusta e costruire quella squadra unita e vincente che hai sempre sognato.

E’ fondamentale condividere le cadute e altresì condividere il rialzarsi, con un unico obiettivo comune: la motivazione in quello che si fa!

E IL VOLONTARIATO SI FA NON SI DICE!

 

Il Volontario Presidente

Giacomo Pellegrino

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