itenfres
Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Buona lettura

Italiani, in Italia il primo giudice che si alza la mattina detta legge!

(condiviso con il Colonnello dei Carabinieri in congedo Paternò)

Cosa ce ne facciamo della Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite (leggere la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI del 10 dicembre 1948);

cosa se ne fanno gli americani della Corte Suprema Americana, o gli inglesi dell’Alta Corte Inglese?

Tutto tempo sprecato: questi popoli –maturi e responsabili- devono prendere esempio dall’Italia: a noi basta il TAR del Lazio e/o qualche altro organo di giustizia (sic!) e……legge  è fatta!!! Questa ….Corte….Alta….ce l’abbiamo solo noi! Altro che scartoffie impolverate, sacre sedute plenarie, sedute legittime e civili, a noi servono pochi giudici amministrativi e risolviamo qualunque problema seduta stante.
A nulla valgono LE LEGGI, i decreti bis –SEPPURE DISCUTIBILI E DA RIVEDERE MA SECONDO LE NORME COSTITUZIONALI, implorate sin anche dal “grande magistrato Di Pietro...- decreti....tris, quaterna, cinquina e tombola, a niente serve un divieto di ingresso firmato da ben tre ministri, che….nel giro di 24 ore tutto si sovverte.

La comandante Carola Rakete all’inizio non l’aveva capito e, per aggirare le leggi dello Stato italiano, si era ingenuamente rivolta alla Corte Europea dei Diritti

Dell’Uomo, vedendosi così respingere il ricorso. Successivamente, consigliata da esperti del… Diritto (tanti) s’è fatta furba e ha capito che non le serviva un porto sicuro, bensì una  magistratura sicura che le permettesse anche di mandare a picco le motovedette delle forze dell’ordine.

Quei furbacchioni dell’Open Arms, invece, hanno compreso subito che la vera fonte giuridica mondiale risiedeva nelle stanze del TAR del Lazio, lì avrebbero

trovato i veri cultori del diritto, i sacerdoti sapientoni della legge, capaci di dire tutto ed il contrario di tutto, pronti finanche a smentire se stessi.

Eh si, perché neanche due mesi fa lo stesso TAR aveva respinto un analogo ricorso.

Viva le LEGGI ITALIANE; da noi la legge è bella perché è varia, la certezza del diritto ci annoia, ci piace interpretare, creare, ribaltare…mai e poi mai applicare!


E così il TAR oggi presume nei decreti emessi dal Governo e promulgati dal Presidente della Repubblica la violazione delle norme di Diritto internazionale in materia di soccorso.

Quelle stesse norme, per capirci, che impongono solo all’Italia di far sbarcare qualunque migrante e, come se non bastasse, una volta identificati di tenerseli fino alla notte dei tempi.

“La permanenza protratta in mare dei naufraghi”, sentenzia l’illuminato TAR, “prospetta una situazione di eccezionale gravità, tale da consentire l’ingresso della nave”. E hanno ragione,  pensate che tra i 13 migranti già fatti sbarcare per motivi sanitari, uno aveva l’otite! Vi rendete conto? Un caso di otite! Pensate se si fosse diffusa l’epidemia di otite in tutto  l’equipaggio! Altro che apocalisse-zombie, la pandemia avrebbe attraversato gli oceani e distrutto l’umanità intera! Oh, su queste cose non si scherza!

Vi erano a bordo dei …… minori….. sbarcati ......qualcuno aveva superato i 18 anni (età in cui si diventa maggiorenni in Italia e in buona parte del resto del mondo….ove tra l’altro in altri Stati si è maggiorenni a 14 e/o 16 anni!!!).

E non scordiamo le deteriorate condizioni psicologiche dei naviganti. Indubbiamente esistono, peccato però che nessuno se ne curerà più allorché, una volta respinta la richiesta di asilo politico e dichiarati clandestini, saranno abbandonati a loro stessi. Sicuramente non se ne curerà né Richard Gere, ritornato ai suoi fasti hollywoodiani.

Chi invece non potrà non curarsene saranno tutti i cittadini italiani –poveri e non- che inevitabilmente se li ritroveranno sotto casa a spacciare droga e a prostituirsi.

Ma mica possiamo perdere tempo appresso alle lamentele di chi vuole sì l’integrazione a parole e non quella vera e reale partendo dal riconoscimento dei DIRITTI –internazionali e nazionali- questi sì e …. niente DOVERI!

Dinanzi a tale disfatta, fa quasi pena il Ministro dell’Interno che continua imperterrito a firmare decreti.

Ricorda quel povero soldato giapponese abbandonato nell’isola che continuava a sparare ai soldati americani, inconsapevole che la guerra era finita da anni e pure persa.

Anzi, consiglio alle motovedette delle forze dell’ordine di spostarsi celermente quando costoro violeranno i divieti. Per la nostra magistratura forzare i blocchi è «adempimento di un dovere»,

per cui, finanzieri, carabinieri e guardie costiere, spostatevi che se vi mettono sotto neanche vi pagano!

Cari governanti, ormai lo sanno anche i sassi che senza una radicale riforma della giustizia, siete solo inutili rappresentanti delle istituzioni democratiche, dei fantocci, e tali

siamo anche noi quando andiamo a votare: l’art. 1 della Costituzione recita”…... L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo,

che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” ….. ma dopo aver votato perdiamo questa “sovranità” perché il nostro … parlamentare o senatore…. può

tranquillamente cambiare programma elettorale…. cambiare casacca-partito…. farsi governare da tecnici –Governo Tecnico, Istituzionale, di Scopo, di …salviamo l’Italia etc etc non ELETTI DAL POPOLO!

Semmai, era proprio su tale riforma che doveva cadere il governo, allora sì che avrei capito questa tragicomica crisi politica. Ma dimenticavo che in Italia è la Magistratura a governare.
E allora, se non siete capaci di riformare la Magistratura, riformate voi stessi, ma non solo diminuendo il vostro numero, ma eliminandovi del tutto.

A che serve mantenere Senato, Parlamento, Governo, Presidente della Repubblica e quant’altro se poi, alla fine, il primo giudice di pace che si alza la mattina detta legge?

Il vostro Presidente Volontario Giacomo Pellegrino.

Logo AIOS Protezione Civile
© 2019 AIOS Protezione Civile. All Rights Reserved. 
Sede Nazionale:
70131 BARI – IV Municipio
Carbonara di Bari 
Via Ponte, 4-6-8
Tel/Fax 080 5032411 – Cell. 329 7207412
email: info@aiosprotezionecivile.com 
C.F. 93450270728

Cookies

Privacy

Sicurezza Dati

AREA RISERVATA AI SOCI

Registrati

AREA RISERVATA AI SOCI

Registrati