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RIFLESSIONI

Fra circa 25 giorni saremo chiamati ad esprimere il nostro voto: diritto costituzionale che in molti, inconsapevolmente, non comprendono la portata storica e democratica.

Voteremo per la nostra bella Città: BARI; voteremo per continuare ad abbracciare il vecchio, moderno, incontrastato Continente: EUROPA.

Trascurando per un momento la nostra BARI, mi soffermo sul voto europeo.

In tanti hanno studiato la storia … europea … in tanti ancora oggi faticano a comprenderne il reale valore e vivono in uno stato di confusione amministrativo, economico e politico.

Si parla di Europa “unita”, di “stati europei”, di “solidarietà” europea. Molte le declinazioni opportunistiche in base al convincimento personale.

Non spetta a me in questa sede enunciare i principi costitutivi della Europa o tenere, ammesso che sia in grado di farlo, una lezione accademica sull’Europa; ma, come cittadino, ho il dovere di informarmi, documentarmi e esprimere, mediante il voto, il mio giudizio, partendo dalla preesistente centenaria storia europea, dalla attuale gestione e decretare, per quella goccia che rappresento nell’oceano europeo, la futura Europa.

Ma prima di fare l’Europa, vorrei fare BARI; o meglio se non conosco la mia CITTA’ come posso esprimermi su una realtà molto più ampia geograficamente e complessa politicamente e amministrativamente.

Ed allora parliamo della città in cui vivo: BARI!

Ci sono moltissimi indicatori che concorrono a rendere una città molto o poco vivibile.

E questi indicatori vanno da una efficiente organizzazione amministrativa, ad una ottima assistenza medica e programmazione culturale, con strade pulite e tante aree verdi e attenzione all’eco-sostenibilità, con un efficace sistema di trasporti e con gente accogliente e cordiale, con un indice di sicurezza urbana al massimo livello.

Riflettiamo: è la Bari che viviamo? o che vorremmo? ed allora un piccolo contributo di idee: cinque cose che potremmo mutuare da delle città all’avanguardia civile, economica e sociale e, laddove fosse possibile, impiantarle a Bari.

1) Essere organizzati: realizzare una attenta programmazione, semplice (e senza una lunga lista di cose…che non si faranno mai), di tutti gli aspetti della vita cittadina, in maniera tale che tutto funzioni bene per consentirci di progettare al meglio la nostra giornata cittadina, lavorativa o no.

2) Accettare l’altro: Bari aperta e multiculturale dove far convivere le molte etnie e provenienze diverse; accettare e apprezzare il diverso da noi senza se e senza ma!

3) Mentalità vincente: una Città come Bari non può e né deve essere relegata alla serie…..C! Bari capoluogo di Regione, oltre a essere una bella metropoli e un importante centro universitario, deve ritornare ad essere una delle città più sportive d’Italia, e puntare a primeggiare in ogni campo: sportivo, economico, commerciale, scientifico e, principalmente, culturale: la cultura rende liberi!

4) Attenzione al clima: essere una città tra le più green in Italia. Si dovrebbe investire quasi esclusivamente sulle energie pulite e tentare di eliminare totalmente i combustibili fossili, attivando progetti di cittadinanza attiva in favore della comunità per una maggiore coscienza ecologica: un elemento che ormai tutti noi dovremmo sviluppare.

5) Fare quello che si vuole: ogni tanto dobbiamo riuscire (senza esagerare) a lasciarci andare e a prenderci del tempo per le nostre passioni. Non proprio una “città che non dorme mai” o “levantina”, ma un luogo fisico e politico dove sviluppare la energia-filosofia che qui ognuno può diventare chi vuole: non per notorietà o ricchezza effimera, ma perché si è costruito su basi solide il futuro!

Molte cose già funzionano, ma molte altre cose vanno riviste e riposizionate.Tanto per citarne alcune: ogni tanto cade un ...grosso albero; vi sono le linee elettriche ...ma non le filovie; molti cinghiali ospiti; alcune periferie trascurate; i Municipi...con poteri limitati!

Insomma io e ognuno di noi, prendendo il meglio dai luoghi visitati e più vivibili, può imparare a vivere meglio nella propria Bari; partecipando attivamente alla gestione della cosa pubblica; esercitando, il prossimo 26 maggio, con maggiore impegno, il voto e stare attento  nel conferire il mandato amministrativo che ….. durerà cinque anni!

E, come il 1° Maggio di ogni anno, noi volontari e cittadini italiani-baresi non dobbiamo aver paura di riflettere sul volontariato-lavoro, ma dobbiamo riflettere sul lavoro-volontariato per non aver paura di essere VOLONTARI.

Ovvero la forza, l’etica del donare senza condizionamenti e confini!

Bari, 1° maggio 2019

L’Amico Presidente Volontario

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