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Riflessioni del  “presidente volontario”

 

Presidente Giacomo PellegrinoCi sono amici fraterni che sono anni che mi dicono che non raccontare le storie che quotidianamente vivo sia un grande errore. Purtroppo scrivere non è mai stato qualcosa che mi veniva automatico, forse a causa del problema tempo, sempre così tiranno e capace di scorrere ad una velocità sempre doppia al dovuto. È giunto però il momento di farlo, soprattutto per rispettare il lavoro di TUTTI i volontari, per dare dei segnali di speranza ai nostri ormai numerosi sostenitori e  ragazzi, che si stanno avvicinando alla nostra Associazione,  che sono straordinariamente complessi e belli. 

Sono tanti anni che vivo nel mondo del Volontariato e per ciò che ho vissuto da Volontario e nella vita adulta non posso che non provare empatia per coloro che arrivano ultimi sia come “aderenti” che come “aspiranti volontari”. Mi affianco a coloro che occupano l’ultimo banco della vita e insieme a loro facciamo “i compiti in classe” della solidarietà, della disponibilità e dell’amore verso la Comunità. 

Nella mia carriera militare/professionale/imprenditoriale/sociale: da allievo ufficiale  a Ufficiale; da bancario a Banchiere; da manovale a Manager; da volontario a Presidente,  mi sono sempre sentito ripetere che, nonostante le molte invidie, andavo bene, molto meglio di quanto meritassi, perché sapevo parlare. Mi hanno dato dell’affabulatore, dell’istrione, dell’affascinatore, del solone, con quel misto di ammirazione e disprezzo. Nel lavoro ultra quarantennale  di “maestro di Volontariato” ad un certo punto ho messo questa mia capacità al servizio di quelli che non avevano voce, che l’avevano persa gridando o che era soffocata dalla vergogna. Se ci ero riuscito io imbrogliando con le parole allora le avrei usate per coloro che ne avevano a disposizione poche. 

Anch’io quando ho paura (raramente per …. fortuna!)  abbasso la testa e parto in quarta senza comunicare, dialogare, trasmettere emozioni! 

Un mio carissimo Amico, in particolare, dice che sono un “gemelli”  perfetto e  quando discutiamo e dialoghiamo …….le botte che prendo provengono da questo mio atteggiamento. Negli affetti verso i miei Amici, Colleghi Volontari e Soci Aderenti i disastri che creo sono tanto evidenti che li trasformo in persone anormali! (come uso dire di TUTTI i volontari che mi hanno seguito nella ANC, nell’ANCI PROTEZIONE CIVILE ed ora nell’AIOS PROTEZIONE CIVILE) ma negli ambienti che contano, come in quelli istituzionali convenzionali  e non,  mi hanno  portato ad essere rispettato e riconosciuto. 

Grazie agli allenamenti esteriori ed interiori sto anche imparando ad aspettare il momento giusto per andare a segno, a coltivare la calma e l’ascolto. Dimostrazione ulteriore che il male è solo un bene messo nel posto sbagliato. 

Nell’ANC  mi dissero che ero bravo per i primi 36 anni  e non si riferivano alla  pseudo “carriera militare-civile”. Sono riuscito tante volte ad aprire una breccia in luoghi apparentemente impenetrabili. Ancora oggi se c’è da far partire un’iniziativa io sono lì in prima linea –e non in prima fila a prendere medaglie- e mi sento a mio agio nel tracciare sentieri. Ho trovato molte porte e portoni chiusi: non mi sono mai tirato indietro e né ho abbandonato l’intrapresa. 

Molte volte sono uscito dalla stanza BUIA ed ho trovato, appena fuori l’uscio, una grande tempesta di vento, neve e tormenta: in quelle circostanze piuttosto che a capo basso e….partire in quarta ho riflettuto: tornare nella stanza BUIA o andare avanti con dignità ed entusiasmo,  ed attendere il sereno che, certamente, come le quattro stagioni, come la NATURA, doveva arrivare. 

Ed arriva! …siatene certi…. 

Cammino tra due mondi, quello istituzionale e quello associativo della “mia” Comunità  e vedo ogni giorno sempre di più sparire quella linea di confine che ancora oggi divide lo Stato dalla Collettività.  

È il tempo dell’alleanza, della consapevolezza che in questo momento storico da solo nessuno se la cava. 

Chi dice: “Voglio un’educazione, una esperienza di vita, una amministrazione pubblica, un’ AIOS PROTEZIONE CIVILE  vera, bella e buona per me  e per  i miei figli!” tolga le parole memiei e vedrà spalancarsi porte che non aveva mai visto; amicizie mai coltivate; frontiere e confini inesistenti.

 

In questo spazio della mia esistenza in Associazione, sto raccogliendo  dei frammenti per un mosaico che Voi Amici Volontari mi date la forza di comporre:  forse anche tu, Volontario-amico  che leggi, ne realizzerai e  possiederai uno più grande e più bello se inizierai a COMUNICARE con il cuore! 

Ho sempre scelto, nella vita,  di fare il viaggiatore e non il turista: ho sempre tracciato il percorso da dove partire per dove arrivare, con quali mezzi, con quali compagni di viaggio.

Se vuoi fare il viaggiatore, andiamo assieme per il nuovo traguardo: ti aspetto!

 

Il Presidente Tenente dei Carabinieri in congedo  Giacomo Pellegrino

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